lundi 28 août 2017

e se ne vogliono andare

Giovedì  partirà ed io sono triste da morire. Giuro faccio il possibile per dare a vedere  ma appena mi ritrovo sola con i miei pensieri piango. Perchè non è facile lasciar andare  una figlia quando sai che sarà per sempre. Era con me in sala prove  che aveva quasi due mesi  ,le davo il seno sulla poltrocina  del backstage , insieme abbiamo condiviso emozioni  così grandi che non si possono descrivere. Nel frattempo l'ho vista crescere artisticamente e  l'ho messa su quel volo un paio di anni fa: destinazione L'istitudo d'arte e della cultura e del teatro di Barcellona  ..era felice con una valigia colma di sogni, ma poi qualcosa si è spezzato e lei è tornata . Sono stati due anni anni difficili  per tutti noi  e lei si è allontanata. Ma io no, sono sempre stata lì  e lei adesso ha scelto di cavalcare quell'onda che io anni fa non ebbi il coraggio di fare  . Sono fiera di lei, è forte determinata ma so che è impaurita, ha paura di fallire di non essere all'altezza.. stasera le ho ribadito tutto il mio sostegno e che ci sarò sempre per lei.sono riuscita a strapparle un invito a pranzo per Giovedì prima della partenza..ci saluteremo così perchè so che non riuscirò a farlo in una sala di attesa, piangerei e lei andrà via  triste  e non voglio. Suo padre ed Elia l'accompagneranno .
Io ho paura dell'aereo..e lei va a quasi quattro ore di volo..come farò se mi verrà la voglia improvvisa di andare da lei^ e poi non giudo  tante ore  da quella volta che tornando da Monaco  un colpo di sonno   quasi mi uccideva in autostrada... e se lei si sentirà poco bene? Lo so, sono una lagna.. mi dicono che dovrei essere felice  per lei ..ma dentro di me sto malissimo e non posso nemmeno parlarne con il padre perchè non capisce un ficosecco

foto personale

9 commentaires:

  1. ...prova allora a parlare con chi ti ama e che ti ascolta volentieri... Io farei così. Un abbraccio

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  2. Il fatto che un genitore stia malissimo per la partenza del figlio non è normale. E' PIU' CHE NORMALE! Caspita, è chiaro che sei felicissima per lei, ma preoccupata e triste per la sua partenza. Sarà durissima all'inizio. Però dobbiamo ringraziare questa benedetta tecnologia. Whatsapp, Skype. Poi quando sarà il momento, tornerà lei a farti visita. Tuttavia vedrai che sarai anche tu a vincere la paura del volo (sull'auto invece è meglio non imbarcarsi in viaggi lunghi e complicati, se posso dare un modesto consiglio). Poi il discorso chiave è sempre la famiglia. Quando il figlio\la figlia mette su famiglia, si apre un altro capitolo della vita e per i genitori il cambiamento diventa importante. Sul fatto "se lei si sentirà poco bene?", giusta preoccupazione. Ma fa parte della vita: quando uno diventa adulto poi ha una maggior percezione, sa badare meglio a se stesso, capisc meglio il suo corpo. Penso a quando ero piccolo, stavo male ed ero sempre a chiedere a mia mamma le cose come se lei fosse medico :D. Chiaro che quando si è soli può essere un problema: tipo se hai 38 di febbre e non hai nessuno che ti può andare a comprare la tachipirina. Ma anche lì si rimedia: basta essere un po' previdente. Ok sto parlando di sciocchezze in questo caso :).

    Io credo che tua sia figlia sia una ragazza coraggiosa e determinata, ha scelto di inseguire e di realizzare un suo sogno. Da quel che ho capito ci ha provato una volta, anche se è tornata indietro, ha fatto sicuramente un'esperienza che l'ha arricchita e che ora le permette di partire più "rodata".

    In bocca al lupo a lei e un "forza" a te Ju, è doloroso e triste, ma l'importante è il bene di tua figlia :)

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    1. Grazie Richy , le tue parole sono davvero confortanti ..passerà questa mia malinconia ne sono sicura perché il punto delicato è "il prima" di ogni cosa :) a presto

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    2. Giustissimo: il punto delicato è il prima di ogni cosa :) te la ruberò questa frase

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  3. Il primogenito non si capisce più quando transita da casa o meno, si vanta di essere organizzatore e si occupa di logistica, ma un calendario dei suoi passaggi è una richiesta che sfiora il potere del miracolo concesso. La piccola dopo la sua esperienza semestrale in Finlandia adesso inizia l’Università e tra meno di un mese lascerà il nido, peraltro mai molto caldo, in direzione del suo futuro. Ho vissuto insomma anche io il doveroso distacco che richiede per sua natura l’essere genitori, consapevole che restano fortunatamente fili invisibili, ma tenacissimi, che mantengono uniti a prescindere dalla distanza.

    Pensavo a questo ed altro quando di recente ho sperimentato il tiro con l’arco, un po’ per curiosità marziale, soprattutto per vivere quella emozione che racconta così bene Gibran quando parla dei Figli: ammirando il volo sinuoso della freccia che non appartiene più all’arco ma stende il suo volo verso il bersaglio.

    Un sorriso di incoraggiamento :)

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    1. Mai esempio fu più bello :) si, in verrità sono triste ma felice . Sono fiera di lei perché ha dimostrato coraggio curiosità e amore per se stessa. Certo, oggi pomeriggio sarà un momento così così per me ma sono sicura che domani sarà meglio . Grazie per le tue parole, mi ci ritrovo :)

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  4. Ognuno vive questo distacco in base al suo vissuto.Nell'intimo e al di la' del conformismo 'da controllato distacco' che 'ci insegnano' i modelli individuali di questa societa' competitiva nel momento dell'abbandono si soffre.E molto.Se entri in confidenza con qualsiasi genitore di qualsiasi ceto,di qualsiasi popolo confessera' la lacerazione di questo taglio.E giu'buoni consigli e luoghi comuni sulla Vita.Non voglio sottolineare le frasi di nessuno sono solo mie considerazioni personali,specie nel momento in cui non 1 non 10 non 100 ma centinaia di migliaia di ragazzi italiani sono 'costretti' non solo a lasciare famiglia ma anche la propria Terra perche' noi Genitori in primis veniamo educati alla cosidetta 'cultura della sfida' che trasmettiamo ai nostri Figli che poi la adottano,poi le conseguenze delle loro scelte vengono dall'educazione e dai valori impartiti.Comunque sia,questa è un'altra storia.La buona fortuna accompagni la Sua Vita.un sorriso per Te.

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    1. E pensare che ho contribuito in questi anni a far parftire i figli degli altri incoraggiandoli , ma è proprio vero , quando tocca a te i principi vanno a farsi friggere e non è la stessa cosa. Si è sempre impreparati a questo. E poi una scusante ce l'ho : mia figlia mi ha dato la bella notizia solo venti giorni fa :))

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