lundi 23 octobre 2017

A proposito di Sogni

fotografia di Paul Cooper
Ho passato giorni durante l'ultimo  trasloco a rovistare fra cassetti pieni di polvere ,
Ho ritrovato la vecchia scatola delle monetine che conservavo negli anni di gioventù , lettere ,cartoline  e bigliettini  di ogni tipo
Ho ritrovato pezzetti della mia vita in cui non mi identifico più. Anzi, mi sembrano lontani anni luce dalla persona che sono adesso.
E poi in quell'ultimo cassettino  ho ritrovato una vecchia fotografia un pò ingiallita  di cui non ricordavo l'esistenza.Dietro una dedica "Ciao sono Nicoletta, ho 13 anni e mezzo e mi piace ballare. Da grande vorrei farlo  e girare il mondo."
Cavoli, mentre leggevo avevo le lacrime agli occhi.
Perché  adesso mi sembra assurdo identificarmi con quello che sognavo a tredicianni   invece di  quello che è stato il mio percorso , giusto per metà
In quella dedica ho ritrovato quella fiamma che adesso arde dentro me. La proiezione di quello che ho sempre desiderato : viaggiare, vedere posti nuovi
È come se dopo anni la parte più vera di me si sia ricongiunta al mio corpo.
Perché  racconto questo?
Non è stato facile in questi anni  aprirsi completamente, ma a volte dar voce ai propri pensieri è necessario.
Tutti da piccoli abbiamo avuto dei sogni, , i sogni più sinceri.
Ma quanti di noi hanno continuato a coltivarli?
E quanti hanno lasciato per strada le proprie passioni per intraprendere delle altre? Io ho intrapreso un percorso che  le assecondava in parte. illudendomi che fosse la scelta giusta.
Ma non è stato così.
Le passioni sono una meravigliosa condanna a volte
Prima o poi ritornano, mica te ne liberi dall'oggi al domani!
il rischio di dar forma ai propri sogni porta con se  la paura di cambiare,  di fallire, di sbagliare.
Ma ne vale la pena no?
Il mondo sarebbe un posto migliore se tutti potessero affermare sinceramente "Amo quello che faccio". Se tutti provassero ad amare quello che fanno, o meglio, a fare quello che amano. Conosco gente che si è rassegnata al proprio destino, come se il destino fosse una scusa per lasciare i sogni .
Ma ci sono anche persone che hanno stravolto la propria vita . Persone che hanno capovolto il loro destino.
Cambiare strada per dar forma ai propri sogni.
Andare controcorrente per essere felici.
Con un pizzico di paura, certo, perché i cambiamenti di solito spaventano.
E così una dedica scritta dietro una fotografia a tredici anni mi ha portato a scrivere questo post.

Chi l'avrebbe mai detto.
In fondo non sono cambiata così tanto :)

6 commentaires:

  1. I nostri sogni e i nostri desideri fanno parte di noi, comunque, anche se non si realizzano. Perseguire un nostro sogno comporta delle scelte a volte drastiche, sacrifici importanti. Massimo rispetto per chi si mette in gioco. Ma il rischio comunque di fallire c'è. Quindi non biasimo chi mette i sogni nel cassetto. Li archivia, ma sono sempre parte di lui.

    Il problema non è non realizzare i propri sogni, ma essere consapevoli che si è fatto una scelta. Decidere di non rischiare non è una scelta da biasimare. Essere stati conservativi non è una colpa. Quando si ha questa consapevolezza, si vive comunque in pace.

    Secondo me, paradossalmente il problema è l'opposto: il mondo non è il posto migliore perché l'uomo desidera troppo, si pone sogni e obiettivi irraggiungibili, fallendo questi obiettivi poi finisce per essere rancoroso e odiare la sua vita. Ma non deve essere così.

    RépondreSupprimer
  2. Sono d'accordo col post di Riccardo, anche se con sfumature un po' diverse.
    Molte poche persone possono dire di amare quel che fanno, o fanno quel che hanno desiderato.
    Il mondo forse non va così tanto bene proprio per questi motivi...

    Moz-

    RépondreSupprimer
  3. Io ero convinto, almeno fino agli anni del liceo, che da grande avrei fatto l’Astronauta. Oggi mi rendo che è un mestiere con pochi posti disponibili e con requisiti di eccellenza che lo rendono selettivo oltre misura, ed ancora ho compreso che non l’ho desiderato abbastanza, senza incertezze e senza indecisioni, quasi fosse una missione assoluta nella mia esistenza dove invece la mia curiosità mi ha trascinato in altri mille rigagnoli. Ho capito ancora con il progredire degli anni che le rotte ellittiche o paraboliche sono desideri e non binari precisi lungo i quali far viaggiare la mia astronave e così anche la mia vita, perché il mondo oppone spesso forze impreviste e bisogna adattare il cammino a queste derive. Non credo che per questo mancata realizzazione la mia vita sia stata uno spreco, l’imprevisto, che citavo prima, è un dono formidabile perché regala la meraviglia; tutto l’universo è governato da correnti, ma queste non vanno affrontate di petto, semmai assecondate, perché ogni nuovo equilibrio, anche quello più momentaneo, contiene un seme di armonia e una sensazione di pace interiore.

    Lunga vita e prosperità

    RépondreSupprimer
  4. Bellissimi i tuoi pensieri , nei quali ti ritrovi ora adulta , a veder esaudito il tuo sogno di bambina , ed e' proprio cosi' che nella vita bisogna con forza
    e costanza , volere cio' che ci fa stare bene , quello che ci donerà la
    serenità di cui necessitiamo.

    Complimenti !

    Un saluto un sorriso
    Rosy

    RépondreSupprimer
  5. Come sempre, aria buona qui da te.
    Io adoro gli aerei e per più di trent'anni ho avuto la fortuna di lavorare nel settore.
    Non so dirti se poi realizzare un sogno sia davvero così splendido.
    Forse il bello è nel sognare qualcosa. Qualsiasi cosa essa sia... ciò che ci distingue davvero dagli altri esseri è l'immaginazione.

    un sorriso
    Tkoy

    RépondreSupprimer
  6. Si fa difficile, per uno come me, rispondere a un post come questo. E' che...è che io non ho mai saputo davvero sognare. Da bambino ero curioso, questo si. Avevo desideri, magari. E da adolescente, beh: come tutti, fantasticavo a occhi aperti. E in quella tarda adolescenza (che poi sarebbe i primi anni da adulto): le prime avventure, le prime avvisaglie del futuro. E illusioni, spesso tante illusioni. Alla fine gli anni hanno levigato tutto, e con le pietre levigate non costruisci molto. Le appoggi le une sulle altre, e ti ritrovi solo un mucchio di sassi buoni da far rimbalzare sull'acqua del lago. Alla fine ci si fa una vita con quel che si riesce: alcuni hanno sogni solidi con cui costruirsi una casa. Ad altri ci resta meno.
    Ps: il tuo racconto mi ha riportato alla mente una cosa scritta un sacco di tempo fa. Se non ti dispiace, mi va di dedicartela. Così. Forse perché fuori piove. O forse perché d'improvviso mi è venuta voglia di vedere quel che ho nei miei vecchi cassetti anch'io. http://blog.libero.it/TheNesT/11403848.html

    RépondreSupprimer